Storia della croce verde praese
Tratto dal libro commemorativo
"Cose se mettan a fa...sun nesci? La storia della Croce Verde Praese - 1906-2006"
di Gianfranco Scuzzarello

Riassumere in poche righe la storia di più di un secolo di vita della Croce
Verde Praese è senza dubbio un’ardua impresa, si rischia di dimenticare qualcuno
che con il suo entusiasmo ha contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo, per
cui chiediamo subito scusa a tutti quelli che sono stati protagonisti senza
avere poi una citazione o un riconoscimento, anche se crediamo che il maggior
riconoscimento sia stato essere utili agli altri, nel vero spirito di un milite
volontario, con l’orgoglio di aver fatto parte di questa Croce.
1906 - 1930: gli inizi
Fondare una Croce, nel lontano 1906, era un’impresa talmente difficile che, alla gente di Prà appariva quasi impossibile. Chissà quanti a quei tempi vedendo passare Nicola di Tullio o Medardo Sacco, o suo fratello Serafino, o Giovanni Canepa, o Abramo Dapelo, o tutti gli altri che chiedevano adesioni, non si siano chiesti cosa li spingesse a creare una Pubblica Assistenza. Molti a tale vista si domandavano ” Ma cose se mettan a fa…sun nesci?”, ma vedendo quei ragazzi determinati impegnarsi per la realizzazione del loro grande progetto, tutti si sentirono coinvolti e ora, a distanza di più di un secolo, siamo qui a raccontarvi la storia della NOSTRA CROCE. Il primo locale fu la stalla dei carrettieri Battifora, che era stato reso agibile con una colletta dei giovani aderenti. Ben presto sia il “megu negro” (dott. Achille Castelli) sia il “megu lungu” (dott. Eugenio Tiscorna) furono coinvolti come “settore sanitario” insieme con un veterinario e alcune levatrici. Il successo dell’iniziativa è testimoniato dal numero degli aderenti: se nel 1906 ben 35 soci avevano dato la loro adesione, l’anno seguente erano già diventati 200. E’ importante ricordare che i militi della Croce di Pra’ furono fra i primi ad accogliere i profughi e i feriti del terremoto di Messina del 1908 e che, nel 1911, si adoperarono per contrastare l’epidemia di colera. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e la partenza delle giovani reclute, furono mobilitati i “vecchi militi” e la loro opera fu impiegata per combattere sia l’epidemia della spagnola sia per aiutare i reduci dal fronte. I servizi allora erano effettuati con barelle a ruota o due barelle a mano per la campagna, o con un carro a cavalli per i trasporti a Genova, non dimentichiamoci che la via Aurelia a quel tempo non era ancora asfaltata e non era strano, in quel periodo, vedere una barella al ritorno attaccata a un tram per evitare un’ulteriore fatica ai militi. Il 1926 fu un anno di profondo cambiamento: la Croce Verde Praese fu riconosciuta, con Regio Decreto, come Ente Morale, fu redatto lo Statuto, eletto un Presidente, 7 consiglieri, un segretario e un contabile. Il consiglio viene ancor oggi eletto ogni quattro anni. Ma il 1926 fu anche l’anno in cui la Croce ottenne la prima autoambulanza: una FIAT 510 decapottabile. Fu in questo periodo che avvenne l’ingresso come milite di un ragazzo di 16 anni: Antonio Durante, destinato a diventare un vero punto di riferimento per l’associazione. Gli anni ’30 si chiusero con l’acquisto di una nuova ambulanza: una FIAT 525.
1940 -1949: i grandi cambiamenti politici dell’Italia
La seconda Guerra mondiale chiese alla Croce una vasta mobilitazione: prima il bombardamento navale del 1941 poi quelli aerei del 43/44; anche la collaborazione con la Resistenza fu svolta senza mai venir meno all’impegno di apartiticità e solidarietà che aveva sempre contraddistinto la Croce Verde Praese. Ma si ricorda ancora quando la “525” il 25 aprile del 1945 fece diverse corse a Sestri per raccogliere rinforzi partigiani, vista la resistenza accanita del presidio tedesco della batteria di Cà Nuova. Con la Liberazione l’attività riprese con entusiasmo: si organizzavano feste danzanti, anche tre volte la settimana, per raccogliere denaro per la società e riparare l’autoambulanza. Il dopoguerra in Italia fu caratterizzato da importanti cambiamenti sociali, tra cui la rivalutazione del ruolo della donna, anche in Croce si avvertì tale mutamento: aumentò il numero di presenze femminili tra i volontari.
1950 - 1969: la crisi dei cinquant’anni
Dopo il periodo del grande entusiasmo del dopoguerra, gli anni Cinquanta rappresentarono una fase di “stanca”. Per superare la crisi finanziaria si organizzò un bando di concorso per gestire un bar nella sede della Croce, si cercava in tutti i modi di dare slancio ai volontari, anche organizzando un po’ di svago, nell’attesa delle chiamate, si acquistò una nuova ambulanza, si organizzavano attività ricreative (gite e cene), ma soprattutto si rinsaldò lo spirito di solidarietà e si rivalutò l’importanza del volontariato. Ben presto si avvertirono i risultati del cambiamento: nel 1964 furono effettuati 324 servizi, che salirono a 425 nel 1965, e diventarono 496 nel 1966; quando nel 1967 si festeggiò il sessantesimo anno di fondazione si poteva affermare con orgoglio che la lezione dei “vecchi fondatori”era stata rispettata.
1970 - 1980: la rinascita giovanile
Sono gli anni del rinnovamento, gli anni in cui diverse catastrofi naturali colpiscono sia la Liguria sia il nostro paese: l’alluvione del 20 ottobre 1970, il terremoto del Friuli del 1976, ma sono anche gli anni in cui i giovani riscoprono con entusiasmo il senso della solidarietà e la Croce Verde di Prà è sempre in prima linea. Sempre negli anni ’70 ci fu il primo elettrocardiogramma trasmesso da un’ambulanza della Croce Verde Praese via radio al reparto di Cardiologia del San Martino, si trattava di un esperimento, ma era l’inizio di un procedimento che oggi è diventato routine. Un dato indicativo: nel biennio 1977-’78 furono effettuati ben 2124 servizi.
1980 - 1990: una nuova sede…la lotta continua
Negli anni ’80 il numero dei soci sale a 520 e i militi effettivi sono 240, i servizi salgono a 2062. Sono questi gli anni di lotta per una nuova sede, più ampia e salubre, inutilmente si chiedono i locali del Consultorio, solo negli anni ’90, dopo la chiusura dello stabilimento Elah si riuscì ad avere in affitto dal Comune di Genova l’unico edificio non demolito per adibirlo a dormitorio. Sono gli anni del terremoto in Irpinia e militi di Prà accorrono come sempre a portare il loro aiuto, ma sono anche gli anni in cui si migliora tecnologicamente: la nostra Croce fu la prima in Liguria, e la seconda in Italia, a sperimentare il “salvavita per gli anziani”. Il 6 ottobre 1985 in occasione dell’80° anniversario di fondazione partecipò alla manifestazione l’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini, fu per tutti i praesi un momento indimenticabile. Segnaliamo ancora alcuni dati del biennio 89/90 per chiarire come il servizio della Croce sia diventato veramente importante: 8691 servizi, di cui 3032 urgenze per un totale di 126.661 chilometri percorsi.
1990 -OGGI : il rinnovamento
I primi anni 90 coincidono con la scomparsa del Presidente Freri e con l’alluvione del ’93, in cui la sede della Croce fu inondata e completamente distrutta, si persero due ambulanze, ma i militi non si persero d’animo e prima di ricostruire pensarono ad aiutare la popolazione. L’anno seguente un’altra disastrosa alluvione colpisce Alessandria e anche in quest’occasione la nostra Croce si distingue per generosità ed abnegazione. Il 4 giugno 1996 si attiva il sistema 118 Genova Soccorso e anche la P. A Praese fa parte del sistema. Gli anni ’90 si concludono con dati confortanti: 7960 servizi, e organizzazione per la popolazione della circoscrizione di giornate sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Il nuovo secolo inizia come sempre all’insegna della professionalità, tra le novità nel 2004 viene eletto presidente Paolo Bruzzo, ha solo 26 anni, ed è ancor oggi il più giovane presidente d’Italia. Nello stesso anno i servizi effettuati salgono a 11.809. Già dal 2000 la Croce si era avvalsa dell’ausilio di giovani addetti al servizio civile, si decide poi di assumere del personale dipendente, come altre P. A genovesi, per garantire la copertura totale del servizio, e nel 2004 nasce il G.S. Croce Verde Praese che milita nel Campionato di Terza Categoria. Nel 2005, durante la notte di fuoco in cui un devastante incendio colpì le alture di Pegli e Prà, la nostra Croce fu il punto di coordinamento con il 118: dalle 20,30 sino alle 8 del mattino 30 volontari e 10 autoambulanze hanno prestato ininterrottamente la loro opera. Ancora alcuni dati nel 2005 i servizi effettuati sono stati 11.858 e il 27 marzo 2006 il Servizio del 118 ha rilasciato un encomio ufficiale in cui si dichiara che la Croce Verde Praese è la più disponibile di tutto il comprensorio genovese. Nel 2006 la Croce Verde festeggia il suo Centenario di Fondazione, molti gli appuntamenti e le attività organizzate, che culminano a luglio con l'innaugurazione di nuovi mezzi e la premiazioni dei militi più meritevoli alla presenza delle cariche cittadine e delle istituzioni. Per l'occasione la sede sociale cambia volto: per circa un mese i volontari, posata la divisa nel proprio armadietto e armati di cazuole, martelli e pennelli, hanno lavorato notte e giorno nella ristrutturazione dei locali. Nel febbraio 2008 a completamento del totale rinnovo dei mezzi dell'associazione, vengono innaugurae un'automedica e due autoambulanze, una delle quali in memoria del cantautore genovese Fabrizio De Andrè. Attualmente la Pubblica Assistenza conta 13 dipendenti, 100 volontari a tempo pieno e 600 soci; il parco macchine è composto da 10 mezzi.
sintesi a cura di roberta tavella